Che cos’è lo Shelf Marketing

Foto: arredoshop.com

In quest’articolo parleremo dello Shelf Marketing, letteralmente il “Marketing dello Scaffale”.

Infatti i prodotti sugli scaffali dei supermercati non sono mai collocati a caso ma seguono regole molto precise che hanno l’obiettivo di influenzare e orientare le scelte del consumatore verso determinati prodotti.

Lo Shelf Marketing è l’insieme delle regole che determina la disposizione dei prodotti negli scaffali di un qualsiasi punto vendita.

REGOLE DI DISPOSIZIONE DEI PRODOTTI

Una prima regola di disposizione dei prodotti è quella di mettere i prodotti simili vicini tra di loro.

Ancora, si possono mettere vicini tra loro prodotti collegati tra di loro in funzione dell’uso (ad esempio sapone per le mani e bagnoschiuma).

Inoltre i prodotti vengono sempre raggruppati per famiglie, ad esempio i vini, i succhi di frutta, etc.

Queste appena descritte sono le regole base. A queste si aggiungono le vere e proprie regole dello Shelf Marketing che mirano ad aumentare le vendite di certi prodotti.

LE REGOLE DELLO SHELF MARKETING

Lo Shelf Marketing vuole che, per ogni categoria merceologica, i prodotti più convenienti vengano sistemati nei punti meno agevoli per il consumatore, vale a dire nei punti più alti o più bassi degli scaffali, mettendo, invece, ad altezza d’occhio (solitamente 1,50 mt) i prodotti più costosi, delle marche più note, che hanno un margine più alto o comunque quelli che si vuole vengano venduti di più.

Inoltre ogni punto vendita è strutturato come un percorso obbligato che presenta i prodotti in una sequenza ben determinata. Infatti i beni di prima necessità come pane, latte e pasta sono solitamente posti alla fine di questo percorso, lontano dall’ingresso, e, per arrivarci, si è obbligati a passare in reparti generici con prodotti magari non prettamente necessari ma che vengono acquistati lo stesso anche se non era previsto.

I prodotti freschi e surgelati, essendo più ricercati e i più venduti, sono solitamente posti sul lato opposto delle casse, così come il banco dei salumi e formaggi e la macelleria.

Le casse d’acqua e le bibite in generale si trovano sempre alla fine del percorso, vicino alle casse, perché sono ingombranti e pesano di più.

Altri prodotti di prima necessità come il sale e lo zucchero, vengono sistemati strategicamente in qualche angolo seminascosto, il che obbliga il consumatore a ripercorrere più volte le varie corsie spingendolo “involontariamente” ad acquistare anche altri prodotti.

Così come i prodotti di profumeria sono sempre in mezzo ai prodotti per l’igiene personale e sono solitamente difficili da notare.

Anche la posizione di giocattoli, patatine, merendine e snack vari è studiata appositamente. Sono, infatti, sempre disposti nelle isole centrali alla portata dello sguardo dei bambini.

Questo comportamento indotto ha in definitiva una grande incidenza sulle vendite.

I prodotti sono disposti anche in base all’aspetto che si vuole dare del punto vendita: se si vuole dare un’immagine di freschezza, di fronte all’ingresso saranno presenti frutta e verdura, anche perché colore e profumo attirano l’attenzione del cliente; se invece si vuole dare un’immagine di convenienza, si metteranno i prodotti in offerta.

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